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libmagazine.eu - INTERVISTA A MANUEL SERI

 

INTERVISTA A MANUEL SERI



L'avvocato Manuel Seri è il presidente del "Movimento dei Lavoratori Autonomi"

D. – Per LIBMAGAZINE Giuseppe Nitto: che cos’è il Movimento in Difesa dei Lavoratori Autonomi?R. - Una libera associazione di persone che ha lo scopo di aggre-gare in un organismo unitario tutti i Lavoratori Autonomi: in particolare i Liberi Professionisti con o senza albo, i Commercianti, gli Artigiani e i piccoli Imprenditori (anche agricoli).Si basa sul presupposto che ognuno di noi ha il diritto di pensarla come vuole, simpatizzare per il partito che vuole e di votare per chi vuole, ma ha anche il sacrosanto diritto di essere rispettato e valorizzato da chiunque vada a governare il Paese. 

D – Quali obiettivi si prefigge?R - Lo scopo del Movimento è quello di tradurre in una efficace protesta il grave disagio in cui si trovano da anni ad operare i Lavoratori Autonomi. Sono tantissimi, condividono le stesse preoccupazioni ed hanno bisogno prima di tutto di riconoscersi come un vero e proprio “Popolo”. Quando raggiungeremo questa consapevolezza, usciremo finalmente dall’isolamento in cui ci troviamo confinati e dalla rassegnazione che ci opprime per ribellarci alla crescente colpevolizzazione della categoria, sempre più screditata agli occhi dell’opinione pubblica sia dalle irresponsabili esternazioni di politici autorevoli, sia dalla demagogica disinformazione quotidiana a tutti i livelli. 

D - Qual è il problema?R - Viene sempre e soltanto evidenziata la propensione all’evasione fiscale ed alla illegalità dei Lavoratori Autonomi; in questo modo si alimenta un grave e pericoloso conflitto sociale che vede contrapposti, da un lato, i lavoratori a reddito fisso che pagano le tasse e ne pagano tante perché c’è chi non ne paga e, dall’altro, gli Autonomi che evadono le tasse e gravano parassitariamente sulla collettività. In questo contesto vengono legittimati tutti i soprusi normativi; anche quelli che, in condizioni normali di serena ed obiettiva valuta-zione, verrebbero considerati abietti ed inaccettabili.Nessuno si preoccupa di valorizzare il lavoro che viene svolto, il ruolo sociale che viene ricoperto, l’occupazione che viene offerta, il sacrificio richiesto, l’impegno speso, le preoccupazioni che incidono sulla qualità della vita e che accompagnano le notti insonni; nessuno si preoccupa di svelare le reali condizioni in cui ci troviamo ad operare, le inutili complicazioni burocratiche pesantemente sanzionate a cui siamo sottoposti, le gravi intrusioni più o meno dirette nell’organizzazione delle nostre attività (che non possono essere più regolata secondo le specifiche necessità personali ma solo in funzione delle regole imposte dai governanti), gli intricati adempimenti che ci distraggono dall’occupazione principale, i repentini e continui cambiamenti delle regole che impongono ogni volta costosi adeguamenti e forsennati aggiornamenti, … e via discorrendo. 

D - Come di pone il Movimento rispetto a questi problemi?R - Il Movimento si propone, in primo luogo, di far capire all’opinione pubblica chi siano realmente i Lavoratori Autonomi e come siamo costretti a lavorare, in secondo luogo, rivendicare anche nei confronti delle istituzioni la nostra dignità di lavoratori ed il nostro ruolo nella società civile. Infine, ci proponiamo di proteggere i valori fondamentali della passione e dell’entusiasmo nel lavoro che sono l’unico vero elemento propulsore di chi sceglie di lavorare per conto proprio.Se infatti la mattina, quando si sveglia, l'autonomo non ha la voglia e il piacere di recarsi al lavoro, ma soffre soltanto il tormento del senso di oppressione che lo avvilisce,  non riesce più né ad essere creativo e competitivo, né ad essere un buon datore di lavoro, né ad offrire un buon servizio alla collettività.  

D - Come può il Movimento intervenire efficacemente?R - Indispensabile prima di tutto che i lavoratori autonomi si riconoscano come “popolo”, perché solo tutti insieme riusciremo ad avere la consapevolezza di non essere isolati ed a far ascoltare anche la nostra voce: è ora di finirla di  lamentarci al bar  o quando ci incontriamo casualmente per la strada! Quando il Movimento sarà cresciuto a sufficienza potrà finalmente relazionarsi con le istituzioni ed esigere interventi concreti e risolutivi dalle forze di governo: la politica deve capi-re una volta per tutte che è al servizio di tutti gli elettori, compresi i lavoratori autonomi, e che questi svolgono un ruolo importantissimo per l’intera collettività!  

D - Si tratta dunque di una corporazione? R - No, si tratta di una associazione aperta anche a coloro che non appartengono alle categorie, ma che comunque simpatizzano con esse e ne riconoscono il valore, sia per ciò che rappresentano nella società, sia per l’occupazione che creano, sia per la ricchezza che producono e che redistribuiscono. Che cosa accadrebbe senza il meccanico quando si guasta l’auto, o senza il dentista quando arriva il mal di denti, o senza il commerciante di alimentari vicino casa quando manca il pane, o senza il calzolaio quando si rompe un tacco, o senza l’idraulico quando perde il rubinetto? I Lavoratori Autonomi rappresentano una risorsa per tutti, un patrimonio da salvaguardare, un’opportunità da valorizzare: sono un popolo di gente operosa, che si spende più che può e che offre utilità straordinarie. 

D - Un auspicio per il futuro? R - Che in tanti aderiscano e in fretta al Movimento per uscire finalmente dall’isolamento e dalla rassegnazione che ha confinato i Lavoratori Autonomi in un ghetto di parassiti contro cui tutto è consentito. Basta piangerci addosso o lamentarci inutilmente! Siamo soltanto noi i protagonisti del nostro destino: bisogna solo volerlo e perciò dobbiamo mobilitarci subito! La quota annuale costa appena 15 euro. Per informazioni basta visitare il sito Internet www.modilaut.blogspot.com, che contiene tutto quanto occorre.

 

Giuseppe Nitto

Pubblicato il 25/7/2007 alle 15.30 nella rubrica Diario.

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