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"Innegabilmente" Roberto Saviano dixit

Roberto Saviano - il cui cursus honorum è noto a tutti - talvolta ha il vizietto di occuparsi di cose che non sa e che non capisce.
Oggi su Repubblica anche lui dice la sua sul caso E.
Esortando gli italiani a chiedere scusa a Papà Beppino, un po' imitando il famoso titolone dell'Unità - attribuito a Piero Sansonetti - quando Lady Diana morì sotto il ponte dell'Almà: "Scusaci Principessa".
A parte che non si capisce perchè gli italiani dovrebbero chiedere scusa al Sig. Englaro - e poi quanti italiani? Tutti? Una parte? Boh! - il fatto è che Saviano afferma cose strepitose.
Afferma che innegabilmente - ripetiamo: innegabilmente - E. espresse la propria volontà di morire.
Innegabilmente un cazzo, caro Saviano, a meno che Lei non si inchina anzi si prostra innanzi a quanto hanno ricostruito le Autorità chiamate a pronunziarsi, sul cui operato - checchè ne dica il Procuratore Caselli - è lecito se non doveroso dubitare.
Ma Saviano non si ferma e nella sua sparata, arriva ad affermare una concezione del cristianesimo totalmente priva di fondamento.
Ci sarebbe stata una mancanza di rispetto del dolore, dice Saviano.
E questo, prosegue, è contro l'etica cristiana.
Ma l'etica cristiana, caro Saviano, non dice che dinanzi a ciò che appare una ingiustizia bisogna tacere perchè nella commissione dell'ingiustizia c'è un attore che soffre.
Anzi: il cristiano deve gridare e testimoniare con fermezza, quello che gli sembra un atto ingiusto e deve profeticamente ammonire.
Forse non potrà condannare e forse non potrà esprimere un giudizio ultimo - spettando questo al Padre misericordioso - ma certo non potrà tacere, giacchè verrebbe meno alle conseguenze che il dono della fede gli ha attribuito.
Caro Saviano, hai scritto un articolo pieno di fregnacce.
Ma non è colpa tua, la colpa è di chi ti usa e ti solletica ad intervenire su questioni sui cui faresti bene a tacere.

Una cosa solo aggiugno: che ci sono alcuni italiani che hanno compassione e pena per il Sig. Englaro, perchè dovrà convivere per il resto della sua vita con un rimorso immenso, chiedendosi se invece di fare questa falsa battaglia per la libertà, sarebbe stato meglio per la figlia dedicarsi a lei.
Accudendola. Proteggendola dai falsi consiglieri. Coccolandola.
Curandola. Aprendo la sua casa ai parenti e agli amici e a tutti gli italiani per ottenere conforto, condivisione e solidarietà e tentare una terapia non solo medica e clinica, ma di amore, contatto, vicinanza.
Per stare vicini ad E.
E darle una speranza.
Tuttavia una cosa è e sarà certa: almeno i cristiani hanno già perdonato Papà Beppino.
Non so invece se saranno perdonati i suoi stolti consiglieri che già tramano per candidarlo alle Elezioni Europee: ecco chi si vuole appropriare del corpo di E, facendone un feticcio!

Pubblicato il 12/2/2009 alle 16.36 nella rubrica ERESIE.

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