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Scoop: confessione del blogger

Nel 1995, in agosto, mi recai in vacanza in Tunisia e passai anche per Hammamet dove viveva in esilio Monsieur lè President, alias Bettino Craxi, al quale inviai una lettera e due libri che Bettino molto apprezzò, inviandomi una lettera di suo pugno a settembre, con mittente sconosciuto, per ovvi motivi. Intanto però ad Hammamet non potetti frenare il mio istinto goliardico e burlesco e inviai una cartolina, con le spiagge della località tunisina, all'allora Procuratore Capo di Milano, Dr. Francesco Saverio Borrelli: ne parlarono i giornali - vedi in seguito - e dopo ormai 15 anni mi sembra sia venuto il momeno di svelare il mistero: la mandò codesto blogger, che ne è ancora orgoglioso e per nulla pentito, surrogandosi a Bettino.

LA POLEMICA

Quell' " offerta " a Craxi Il capo del pool smentisce

MILANO . Cresce la polemica tra il pool Mani Pulite e l' avvocato Carlo Taormina. Oggetto del contendere: la presunta promessa di "non arrestare Craxi in cambio del rientro in Italia". Una "offerta di accordo" riaffermata ieri dal difensore del leader psi, ma smentita da tutti i magistrati: dal procuratore Saverio Borrelli al sostituto Paolo Ielo (nella foto), che aveva ottenuto i due mandati di cattura contro Craxi.
E da Hammamet intanto arriva a Milano una cartolina beffa spedita a Borrelli da un sedicente "Bettino": "Molto meglio qui che a San Vittore. O no?".
Il nuovo turbinio verbale sul caso Craxi si era aperto l' altra sera con questa dichiarazione di Taormina a Telemontecarlo: "Un sostituto procuratore di Milano mi ha contattato, quest' estate, per cercare di convincere Craxi a tornare in Italia. In cambio, non sarebbe stato probabilmente arrestato. Ma io ho rifiutato qualsiasi accordo, perche' Craxi non ne ha bisogno". Ieri Borrelli ha replicato cosi' : "Escludo nella maniera piu' assoluta che uno dei miei sostituti possa avere fatto quella proposta a Taormina. Si tratta di una cosa talmente assurda che esula dalle nostre possibilita' operative. A meno che l' avvocato non si riferisca a un colloquio informale, puramente teorico, con un sostituto non del pool". Subito Taormina, per telefonino, ribadisce che "l' offerta ci fu", senza precisare chi l' abbia fatta, e soggiunge: "Considero gravissima l' accusa di dichiarare il falso rivoltami da Borrelli". Quindi tocca a Ielo smentire: "Se Taormina si riferisce a me, si tratta dell' ennesimo colpo di sole estivo". "Contattato quest' estate di fronte a due testimoni . precisa il pm ., ho fatto presente a Taormina che i provvedimenti per Craxi furono emessi sulla base del pericolo di fuga e che l' unico modo per eliminare questo presupposto era la presentazione spontanea del suo cliente". Dunque, "nessuna promessa e nessun impegno, anche perche' il potere di cattura e di liberta' non appartiene al pm ma ai giudici". Nel pomeriggio Taormina ribadisce la sua versione e annuncia querele contro Ielo e Borrelli. Quest' ultimo, in serata, ribatte: "Ielo ha detto una cosa sacrosanta. Chiarire che il pericolo di fuga cessa con la costituzione, e' un' ovvieta' . Tutt' altra cosa sarebbe stata una promessa"
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(7 settembre 1995) - Corriere della Sera

Pubblicato il 23/10/2009 alle 14.14 nella rubrica ERESIE.

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